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Brevi racconti sulla Danimarca gastronomica

Acquisti per strada

È bellissimo percorrere la campagna danese in estate e dovunque si può arricchire la propria passeggiata fermandosi presso i banchetti che, sul bordo delle strade, presso le stalle o nelle fattorie mettono in vendita i prodotti della casa. Troverete di tutto, dal rosolio di bacche di sambuco a mezzo agnellino. Spesso sono in vendita vere squisitezze come il miele e la marmellata fatta in casa.

Energia in verde

“Togliere il prezzemolo a un cuoco equivale a rendergli impossibile praticare la sua arte” scrisse una volta il francese Louis Augustin Guillaume Bosc d'Antic. Ed è certamente vero che la maggior parte dei danesi – compresi i cuochi – non può neanche immaginare, ad esempio, un piatto di patate novelle al burro senza un po’ di prezzemolo.

Le erbe vengono utilizzate come non mai nei ristoranti. Oltre al prezzemolo, l’erba cipollina, il cerfoglio, l’acetosella sono comuni in molte preparazioni e spesso vengono usati con molta prodigalità: tutte le pietanze, dal pane alle salse, hanno un tocco di verde.
Alcuni ristoranti dispongono perfino di un piccolo orto dove vengono coltivate, secondo metodi tradizionali, le erbe da utilizzare.

La caccia è aperta!

Chi sarà più veloce e chi potrà avvalersi delle amicizie più influenti? Queste le domande che dominano la scena culinaria del paese quando giungono sul mercato le prime patatine novelle danesi. Non sono molte e costano una piccola fortuna – circa cento corone al chilo. Ma nei ristoranti si fa di tutto per poterle proporre ai clienti, condite con un po’ di burro e prezzemolo. Si apre la caccia alla patata, entusiasmante almeno quanto quella che si scatena tutti gli anni in Francia per le prime bottiglie di Beaujolais Nouveau.

Ma le patate novelle non sono l’unico prodotto che spinge i ristoranti a mettere sottosopra i mercati: la caccia si scatena anche per i primi gamberi della stagione, per gli asparagi novelli, per le fragole e per i funghi di San Giorgio (piccoli funghi gialli). Bisogna sempre cercare di arrivare per primi!

Il formaggio è d'obbligo

“Un pasto senza formaggio è come una bella donna con un occhio solo” disse il famoso cuoco settecentesco francese Anthelme Brillat-Savarin. Nei ristoranti danesi ci sono numerose possibilità per terminare il proprio pasto con del formaggio. E non soltanto con specialità francesi, italiane o spagnole perché la Danimarca si sta guadagnando sempre più un posto di rispetto sul mercato del formaggio.
Basti dire che la Danimarca ha vinto per tre anni consecutivi il campionato mondiale nella categoria dei formaggi tipo gorgonzola.
Alcuni piccoli caseifici producono formaggi di qualità con tecniche tradizionali. Tra esse, ad esempio, c’è la Fanø Mejeri, dove i visitatori sono benvenuti a seguire i procedimenti di lavorazione da dietro uno schermo di vetro.
Author: Mariette Tiedemann

Martedì, settembre 19 2006
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