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Danimarca destinazione ecologica

Si potrebbe pensare che il turismo rappresenti una minaccia per l’ambiente, ma non è così! La ragione è che in Danimarca c’è una lunga tradizione per il rispetto della natura e dell’ambiente,che si rispecchia in tutte le leggi che regolano la società, incluso il turismo.



Dorte Kiilerich, direttrice generale di VisitDenmark, mostra cinque esempi di come i danesi proteggono il loro ambiente.


A mio avviso il sistema di pianificazione danese è unico. In una piccola nazione, dove turismo, agricoltura e industria devono coesistere con la natura, una pianificazione intelligente e “furba” è fondamentale e la Danimarca ne è un esempio di successo. Il paese è suddiviso in aree: aree cittadine, aree di campagna e aree costiere strettamente regolamentate per quanto concerne la pianificazione edilizia. Per esempio questo significa che la zona costiera è priva di edifici o attività commerciali superflue. Significa anche che siamo riusciti ad evitare le costruzioni in cemento vicino al mare così familiari in altre parti del mondo. Abbiamo invece una zona costiera lunga 5.200 km e larga 3 km che assicura che sia i locali sia i turisti abbiamo accesso ad una vasta area ricreativa con un’ampia selezione di esperienze naturali.
Un altro fattore decisivo per il turismo è aria e acque pulite. Negli ultimi 25 anni i vari governi danesi hanno investito enormemente per assicurare un ambiente con acqua pulita e gli ottimi risultati sono una prova tangibile del successo di questa politica. Oggi l’acqua sulle coste danesi è così pulita che i turisti possono tuffarsi senza pensarci su due volte, in qualsiasi punto del litorale. Questo significa che persino nel porto, nel cuore di Copenaghen, i turisti possono fare il bagno con la certezza che l’acqua sia pulita e sicura.
Un terzo fattore decisivo è che in Danimarca le grandi strutture turistiche, come ad esempio alberghi, resort e parchi divertimento, hanno l’obbligo di sottoporsi a uno speciale controllo ambientale prima di avere il via libera per la costruzione. La conseguenza di questa misura è stato che in Danimarca si è riusciti a evitare strutture turistiche sproporzionate, presenti in così tanti altri luoghi del mondo.
Un quarto aspetto importante è la tradizione centenaria in Danimarca di proteggere le aree naturali. Questa è una misura di estrema importanza in un paese piccolo come il nostro, dove le risorse “terriere” sono limitate. Contemporaneamente da 20 anni a questa parte vi è stato un enorme investimento nel recupero della natura. Al momento, per esempio, è in corso un progetto su larga scala che avrà il risultato di raddoppiare le aree boschive in Danimarca nel corso dei prossimi 40 anni. Questo significherà sia che i turisti beneficeranno di una scelta ricreativa migliore, sia la creazione di una incrementata “funzione polmonare” che potrà garantire un ambiente pulito e attraente nel futuro.
Tutte queste iniziative hanno avuto un grande e fondamentale impatto sullo sviluppo positivo del turismo danese. Nonostante il significativo numero di visitatori, ci sono pochi conflitti tra natura e turismo. Questo anche grazie al fatto che la maggior parte delle attività e degli operatori turistici, è consapevole del fatto che un ambiente pulito e una natura ricca di esperienze, siano requisiti molto importanti per il successo del proprio lavoro. Anche per questo motivo l’industria del turismo danese ha creato un proprio schema per etichettare la qualità ambientale, come integrazione a quello statale. Il sistema “Den Grønne Nøgle” (la chiave verde) pone requisiti alle strutture di pernottamento per quanto riguarda il consumo di acqua ed energia, la riduzione dei rifiuti e l’utilizzo di energie rinnovabili. Inoltre vengono poste condizioni per l’utilizzo di detergenti con certificazione ambientale, prodotti biologici e la cura delle aree verdi senza l’utilizzo di pesticidi.
In tutto il mondo critici hanno espresso la propria preoccupazione per l’aumento del turismo globale. Mentre è vero che molti paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, sono particolarmente vulnerabili a uno sviluppo turistico sfrenato, credo fermamente che la Danimarca sia un ottimo esempio di come sia possibile unire turismo e un alto livello di qualità ambientale attraverso una “pianificazione intelligente”.
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