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La notte di Sankt Hans

Sankt Hans è la festa che segna l'inizio dell’estate

Per molti secoli, sicuramente prima che il Cristianesimo arrivasse in Danimarca, ogni 23 giugno veniva celebrata una ricorrenza molto speciale.
Sankt Hans Aften si festeggia la notte precedente al giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno, ed è probabilmente la più amata delle feste danesi.
Quest’anno, come vuole la tradizione, la sera del 23 i danesi festeggeranno accendendo falò, cantando canzoni e brindando, fieri di appartenere a questo popolo.
E metteranno al rogo una strega… ma di questo ci occuperemo più avanti.

Pazzia di mezza estate


Qualcuno può chiamarla pazzia di mezza estate, ma prendere parte ad una tradizionale festa di Sankt Hans consente di sperimentare la vera essenza danese, ed è anche una buona scusa per una festa sulla spiaggia!
Come molte altre festività cristiane, anche Sankt Hans nasce dall’antico folklore pagano, e solo successivamente ha assunto una valenza religiosa. La Danimarca è ufficialmente cristiana dal 965 dC, ma, nell’era precristiana, il giorno più lungo simboleggiava il momento in cui l’uomo e la natura godono appieno della loro vitalità.
Questa festa aveva come significato simbolico quello di allungare l’estate e allontanare l’inverno.

Superstizioni


Numerose superstizioni caratterizzavano nelle epoche passate il giorno più lungo dell’anno; le persone avrebbero dovuto raccogliere erbe medicinali, visitare una delle 618 sorgenti “benedette”, le cui acque erano ritenute curative, o addobbare i capi di bestiame con foglie e ramoscelli, per proteggerli dagli spiriti maligni e per renderli più forti nel lavoro dei campi per il resto dell’anno.
Si accendevano fuochi con una fiamma speciale; i falò ardevano per scacciare le streghe e per allontanare le malattie, e si credeva che il terreno circostante, illuminato dai bagliori del fuoco, sarebbe stato più fertile nell’anno successivo.
In qualche città si usava far gareggiare le mucche, e la ghirlanda del vincitore veniva assegnata alla mucca che si piazzava al centro del campo, non a quella che vinceva la gara!
Il padrone della mucca vincitrice avrebbe dovuto appendere la ghirlanda al tetto della sua casa per proteggerla da eventuali assalti di streghe.

La notte magica

Nel nord della Selandia, la responsabilità delle gravidanze successive al giorno dei festeggiamenti era attribuita al verme di Sankt Hans, mentre in tutta la Danimarca si credeva di poter predire il nome del proprio futuro innamorato, in questa magica notte, semplicemente scrivendo il nome della persona amata su di un foglietto, insieme ad altri due nomi e ad un foglietto bianco e riponendo tutto sotto il cuscino; il foglietto che si estraeva la mattina seguente indicava il nome del futuro compagno. Inutile a dirsi, il foglietto bianco non era di buon auspicio!
Perfino la rugiada che cadeva in questa magica notte veniva raccolta e usata per affilare coltelli e falci.

"Vi elsker vort land"


Dopo la Riforma danese del 1536, molte di queste superstizioni diminuirono, lasciando però la tradizione di riunirsi allegramente intorno ad un fuoco a festeggiare la nascita di San Giovanni Battista. Durante il diciannovesimo secolo, le canzoni popolari sono state sostituite con inni patriottici, di cui il più famoso è “Vi Elsker Vort Land” (amiamo il nostro paese, scritto nel 1885 dal poeta danese Holger Drachmann); questo brano è noto anche come la canzone di mezza estate. Nel 1906, l’artista danese PS Krøyer dipinse una famosa opera che si ispira a Sankt Hans: “Fuochi della vigilia di mezza estate sulla spiaggia di Skagen”.

La strega


Successivamente, nei primi anni del ventesimo secolo, i danesi adottarono da un gruppo di immigrati tedeschi residenti a Kalundborg, la tradizione tedesca di bruciare l’effigie di una strega nei falò, sebbene questa recente usanza abbia una corrispondenza con le antiche tradizioni medievali, quando le streghe venivano messe effettivamente al rogo.
In questo giorno si racconta che le streghe volino via per la Germania, la Svezia o la Norvegia (la loro destinazione cambia a seconda di dove si racconta la storia); una volta giunte a destinazione bevono vino nero e mangiano orribili pietanze, prima di danzare in cerchio ed infine, morire.

Una festa di tutti


In questo periodo, gli studenti delle scuole superiori sono facilmente riconoscibili per i cappelli bianchi da diplomandi che indossano e per lo stato d’animo euforico; infatti questi giorni segnano la fine degli esami, e loro festeggiano bruciando i quaderni nei falò.
I falò che ardono per tutta la Danimarca diffondono un piacevole senso di fratellanza e di unità, che non manca di toccare i cuori dei visitatori più cinici.
La Danimarca è un paese che va fiero del rispetto delle tradizioni, e Sankt Hans rappresenta sia il legame con la tradizione che l’unità del popolo danese. In questa giornata speciale, tutti sono benvenuti a festeggiare con i danesi, in una piacevole atmosfera di tranquillità e accoglienza.



Venerdì, gennaio 27 2006
Migliaia di falò si accendono in tutta la Danimarca

Dove si festeggia?


Solitamente, le feste si tengono nei porti o sulle spiagge, ma anche in città ci si organizza, prediligendo piazze e parchi pubblici per organizzare i party; i festeggiamenti iniziano verso le otto ed è bene ricordarsi di indossare abiti caldi, perché probabilmente si faranno le ore piccole!
Una cena al sacco e una coperta su cui sedersi, sono accorgimenti che possono rendere questa serata davvero piacevole, o “hyggelige”, come direbbero i danesi!

Come si festeggia?

Quando tutti si saranno riuniti, si intonerà la canzone di mezza estate, e, subito dopo, si accenderanno i falò. Se ci si trova sulla costa o su una piccola altura, si può assistere allo spettacolo mozzafiato di una moltitudine di fuochi che illuminano la costa e la campagna a perdita d’occhio.
Ovunque tu prenda parte ad una festa di Sankt Hans, i danesi saranno felici di incontrarti; infatti nulla fa loro più piacere che condividere le loro tradizioni con dei visitatori e far trascorrere loro una autentica serata “hyggelige”.
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