Copenaghen, ha lanciato un ambizioso progetto: entro il 2025 vuole diventare la prima capitale del mondo “carbon neutral”, riducendo a zero le sue emissioni di gas serra. L’amministrazione ha recentemente annunciato che Copenhagen farà un investimento importante per un progetto eolico e in altre risorse energetiche rinnovabili, pubblicizzerà e promuoverà l’uso di veicoli elettrici e con motore a idrogeno ai quali saranno riservati parcheggio e ricarica gratuiti. Secondo il progetto degli amministratori di Copenhagen, entro il 2015, le emissioni di CO2 saranno ridotte del 20% rispetto ai livelli del 2005 e 10 anni più tardi la città sarà a emissioni zero. Il sindaco Ritt Bjerregaard ha detto: «Avviamo un ambizioso progetto che contiene iniziative molto specifiche per ridurre le emissioni di anidride carbonica in maniera significativa. Invitiamo la comunità imprenditoriale e gli abitanti della città, a lavorare insieme a noi per dimostrare che la crescita della città e le iniziative che non sono ostili all’ambiente possono andare di pari passo».
Se quando decidi di viaggiare il rispetto per l’ambiente è un aspetto importante, a Copenaghen troverai pane per i tuoi denti, dalla vasta scelta delle strutture alberghiere sostenibili, ai numerosi ristoranti biologici fino allo shopping etico e sostenibile oltre a tante esperienze ed eventi per il viaggiatore con coscienza ambientale.
Sogni verdi Nella scelta del luogo di pernottamento cercate le varie certificazioni eco-sostenibili come “Den Grønne Nøgle”(la chiave verde), “Svanen”(il cigno) o “Blomsten”(il fiore). Questi simboli indicano che la struttura si impegna a minimizzare l’impatto sull’ambiente.
La catena
Brøchner è scesa in prima linea nella lotta al clima diventando la prima catena alberghiera ”CO2-neutral” del mondo, con iniziative che compensano le emissioni prodotte dal viaggiatore e offerte di pacchetti "CO2 neutral". La tradizionale bottiglia di champagne viene sostituita con una tonnellata di "carbon credit" (ovvero le azioni che i produttori di energia "sporca" che superano il tetto stabilito dagli accordi di Kyoto sono obbligati ad acquistare), che poi vengono buttati via. Detto in altre parole – rendete il vostro soggiorno a Copenaghen a basso impatto ambientale. Da quest’anno inoltre la catena offre ai propri clienti la possibilità di noleggiare per qualche ora o giornate intere, la macchina elettrica Buddy, sostenibile e facile da parcheggiare in città.
La catena alberghiera
Scandic da oltre quindici anni applica, spontaneamente, politiche aziendali per migliorare le condizioni ambientali e gli impiegati vengono educati sul tema della sostenibilità. Ad esempio utilizza materiali naturali in speciali camere “sostenibili” dove viene anche effettuata la raccolta differenziata dei rifiuti, i ristoranti servono alimenti biologici e il calore della cucina viene riciclato per scaldare altre parti dell’albergo.
Se siete invece alla ricerca di un concetto più “bio” allora gli alberghi
Guldsmeden a Copenaghen fanno al caso vostro. Il concetto biologico si applica sia allo SPA sia al cibo servito, in modo da essere biologici sia fuori sia dentro. Inoltre, la catena produce i propri prodotti di cura personale biologici, quali shampoo, creme per il corpo e sapone che si trovano nelle stanze.
Hotel Alexandra, arredato con mobili dei più famosi designer danesi, quali A. Jacobsen, Nanna Ditzel e molti altri, l’hotel è stato insignito della “Chiave Verde” (una certificazione di qualità che attesta che l’hotel ha tutti i requisiti ecologici). La prima colazione è totalmente bio e le camere sono anallergiche.
Hilton Copenhagen Airport: il suo ristorante serve principalmente piatti biologici e ovviamente questo vale anche per la prima colazione.
Infine sta per essere inaugurato il primo vero albergo CO2 neutrale, il Crowne Plaza nel quartiere di Ørestad. Grazie a svariati accorgimenti nella fase di costruzione, l’albergo sarà il primo a non dover acquistare compensazioni per essere sostenibile. La struttura stessa sarà un cosiddetto “edificio” verde, eretto secondo le normative danesi sulla costruzione a basso consumo energetico. Un esempio di soluzione “verde” innovativa, almeno nel campo alberghiero, è il sistema di aria condizionata alimentato da acqua fredda proveniente dal mare mentre la facciata dell’edificio sarà ricoperta di pannelli solari.
Mangiare Bio
Copenaghen investe anche sull’alimentazione sana: il 51% del cibo assunto oggi in istituzioni pubbliche nella capitale danese è biologico. Il traguardo da raggiungere è il 90% per il 2015. La coscienza biologica dei copenaghesi è evidente anche passeggiando per le vie della città, dove sorgono un gran numero di ristoranti, caffè, gastronomie e delicatessen biologici.
KarriereFOOD ha aperto questo febbraio nella zona dei macelli, la cosiddetta meat packing district. La loro ricetta è l’ecologia e la sostenibilità. Semplicità, onestà e taglio netto sono le parole chiave in un concetto basato sulla comprensione e il rispetto per il produttore. Il martedì la cucina è chiusa e loro ne approfittano per visitare una fattoria biodinamica a sud di Copenhagen dove accrescono e raccolgono idee per il menu.
Sempre nella stessa zona, nello stesso mese, ha aperto un ristorante con 200 coperti, chiamato
Bio Mio. Appena entrate nel ristorante vi viene portato un menu. Potete ordinare direttamente allo chef che è situato al centro della stanza, in una cucina aperta, dove potete guardarlo mentre prepara i vostri piatti. La sensibilizzazione ecologica della cucina si diffonde in tutto il ristorante. Falegnameria ecologicamente certificata, sapone senza paraben nei bagni, cottura a induzione e chiaramente, come il proprietario Karsten Hoydal afferma, una politica ecologica per il gas e l’elettricità.
Soupanatural, nell’area di Nørrebro è un piccolo caffè che serve ogni cosa, dal porridge di mattina alla cena e ad ogni tipo di bevanda sia da consumare in situ sia da asporto. Tutti i cibi e le bevande sono biologiche e servite in materiali compatibili con l’ambiente e biodegradabili. Nel 2008 è stato insignito del titolo del locale “più coscienzioso in città”.
BioM, l’unico (finora) ristorante biologico danese certificato, è un piccolo locale nel quartiere di Østerbro. Il cibo, le bevande e perfino i dipinti sui muri sono rigorosamente biologici. Gli ideatori di BioM iniziarono il posto ponendosi la semplice domanda: “Perché mangiare cibo fatto con ingredienti pieni di pesticidi quando si va al ristorante, mentre per noi acquistiamo prodotti bio?” La risposta dei 3 proprietari, Brian Johansen, Heinz Lodahl e Søren Hansen, è un ristorante di qualità con prezzi moderati.
Geranium all’interno di Kongens Have, il “giardino del Re”, è gestito da due dei migliori chef danesi, Rasmus Kofoed e Søren Ledet. Il team usa prodotti biologici e ingredienti biodinamici, compresi i vini che provengono da ogni parte del globo.
Sul pittoresco canale Nyhavn troviamo i pionieri del movimento del biologico. Il ristorante
Cap Horn ha un’atmosfera e una storia particolare, è stato uno dei primi ristoranti con una filosofia bio. Tutti prodotti base, come le uova, il latte e il burro sono interamente biologici e tutto il resto lo è il più possibile. Vini, soft drink e birra sono biologici e lo stesso vale per il caffè.
Meyers Deli ed
Emmerys è il meglio che si possa trovare per quanto riguarda la gastronomia. Non pretendono di essere al 100% biologici, ma tutto quello che propongono (sandwich, bevande, ecc.) è di altissima qualità, e la maggior parte degli ingredienti è bio. I due ristoranti Meyers Deli hanno sia il servizio di ristorazione interna sia l’opzione take-away. Emmerys, con i suoi 21 negozi dislocati principalmente a Copenaghen e dintorni e ad Århus, offre prodotti di forneria biologici di alta qualità.
Infine per chi apprezza una buona birra fresca, il micro birrificio
Nørrebro Bryghus ad aprile di quest’anno ha lanciato la prima birra CO2 neutrale della Danimarca, la “Globe Ale”, prodotta dopo aver acquistato quote sufficienti a garantire che la birra non avrà un impatto sull’ambiente.
Sviluppo verde nel design danese Nuove forme di pensiero sono da sempre le fondamenta nella storia del design. Oggi alla necessità di presentare creazioni innovative utilizzando una combinazione di nuove tecnologie, materiali e forme, si aggiunge il compito di creare un delicato equilibrio tra consumo e sostenibilità. Di conseguenza grande attenzione sia ai materiali impiegati, sia ai diritti e necessità dei lavoratori. Termini come “equo solidale”, “eco-friendly” o “prodotto riciclabile” diventeranno ingredienti di base per il design delle generazioni future.
Frame chair, il primo mobile nel regno danese a ricevere la prestigiosa denominazione ecologica “The Swan”, è un elegante e tuttavia semplice sedia per bambini creata dalla designer Frederic Collette. La seduta è composta di cotone biologico certificato e l’attenzione per l’ambiente è stata un punto focale nell’intero processo di creazione.
Nobody, non è semplicemente un’altra sedia, bensì già un classico internazionale nella categoria del design riciclabile. La seduta è fatta principalmente di lattine riciclate, termo pressate ed essiccate per creare un materiale simil feltroso, solitamente utilizzato nell’industria automobilistica. Un capolavoro leggero e impilabile, perfetto sia per ambienti domestici sia pubblici, prodotto in una vasta gamma di colori e anche in una versione mini adatta ai bambini. Nobody si trova tra l’altro alla
Hay House, dove si fondono design danese e sostenibilità.
Un trio femminile di trendy designer danesi ha deciso di fare la differenza per quanto riguarda i prodotti “equo solidali” e il loro sviluppo. L’idea alla base di
Fair Trade Designers è di mischiare le qualità uniche dell’artigianato locale dei paesi in via di sviluppo con la tradizione del design scandinavo. Un felice esempio di questo concetto, è la collaborazione con artigiane cinesi delle remote montagne dello Yunnan. Queste artiste creano fodere di canapa pura, decorate a mano e disponibili in edizione limitata.
Mater è una compagnia con sede a Copenaghen, la cui visione è di supportare allo stesso tempo le tradizioni artigiane locali e l’ambiente, creando design senza tempo basato su una strategia commerciale etica. Vincitore dei premi del Wallpaper Magazine “Best Debut Designer Brand 2007” nel 2008, e quest’anno del premio “Best Table lamp 2009” per la lampada “Dome”, Mater annovera tra i suoi designer Jacob Wagner, internazionalmente conosciuto per le sue creazioni che spaziano dal vasellame a taglieri in bamboo vietnamita. Questi ultimi andrebbero trattati con olio e lavati a mano. Il bamboo è tra le piante più utilizzate per rinverdire aree degradate, grazie alla sua caratteristica di emettere il 35% di ossigeno in più rispetto ad altri alberi.
Chi ha detto che una libreria debba essere quadrata! E tanto che si è in vena di rivoluzione, perché non crearla in cartone durevole, ma allo stesso tempo ecosostenibile! Facile da spostare senza dover allentare una singola vite, gli otto tubi che compongono la libreria sono tagliati in otto diverse misure, facili da sovrapporre. OTO 100 è tenuta insieme da due elastici di gomma e si può comporre in mille modi diversi. Questo geniale pezzo di arredamento è stato creato da Phiol Bredahl per l’azienda di design
Muuto, la quale con solide radici nel design scandinavo, seleziona accuratamente designer dalla Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia e lascia loro la libertà di esprimere la loro personale filosofia del design nella creazione di oggetti quotidiani per la casa.
Lo stile si tinge di verde
Un numero crescente di stilisti danesi si sta impegnando a sviluppare una moda elegante e sostenibile, lanciando una nuova tendenza eco-chic. Gli abiti ecologici hanno lo stesso aspetto e qualità di quelli realizzati con tecniche meno responsabili – se non addirittura migliori!
La casa di abbigliamento di lusso
Noir ha fatto da apripista con la sua collezione eco-chic Illuminati II. Oggigiorno la moda deve avere un significato più profondo, l’abbigliamento non è più una semplice protezione dalle condizioni atmosferiche, è un mezzo per stabilire un’identità personale da trasmettere al mondo. In un mondo in cui spesso prendiamo e raramente diamo qualcosa in cambio, Noir si prefigge di toccare sia i gusti sia la coscienza sociale dei propri consumatori. Così i materiali impiegati per la creazione delle collezioni sono rigorosamente equo solidali e da coltivazione biologica certificata.
ONLY, marchio denim dell’azienda danese di abbigliamento Bestseller, ha raccolto la sfida di produrre abbigliamento ecologico, sostenibile e, soprattutto, alla portata di tutti. Una filosofia vincente, confermata dal successo di vendita dei capi ecologici del marchio.
Un altro marchio che riunisce stile e sostenibilità è
Jackpot, che ha una linea realizzata esclusivamente con tessuti prodotti in maniera ecosostenibile, tanto che la stilista Ann Hage Thomsen definisce i propri capi “abiti con la coscienza a posto”. Jackpot si serve esclusivamente di produttori certificati ed è impegnata nel sostegno al commercio equo e solidale. Jackpot Organic, infine, si propone di cancellare l’idea che i tessuti ecologici siano qualcosa di simile alla tela di sacco, realizzando abiti di eccellente qualità e dalla linea rilassata, ma elegante.
Nel quartiere di Østerbro si trova il negozio
Mode med Mening (ovvero moda con coscienza), dove i proprietari Mette Melchiorsen e il marito sudafricano, Loyd, creano borse e accessori basati sul commercio equo e solidale. Ad esempio tutti i prodotti della linea della proprietaria Mette, Afrika, sono prodotti con pelli africane, ma è possibile anche trovare altre marche sostenibili come Kiilerich, Weiz, By Tougaard, Essential Skincare e Snygg.
Sempre a Østerbro,
CommonZenz è il primo negozio life style biologico dove trovare moda danese ed internazionale con coscienza ambientale. Gioielli, prodotti di bellezza, scarpe e vestiti accuratamente selezionati, in base alla loro politica ambientale e rispetto del consumatore finale. Materiali tipici sono lino e cotone, tinti con colori naturali, e oltre alla linea MakeZenz creata dalla proprietaria e stilista, Julie Willumsen, nel negozio è possibile trovare altri brand sostenibili come Noir, Patagonia, Edun e Philippa.
Trasporto sostenibile La prima cosa che colpisce di Copenaghen sono le biciclette. La quantità di due ruote che circola sulle strade è impressionante e non conosce flessioni neanche con l'arrivo della stagione fredda. D'altronde il detto popolare sostiene che non esiste il brutto tempo ma solo abiti non adatti alle condizioni climatiche. Da qualche anno la giunta comunale ha messo a disposizione dei visitatori biciclette a uso gratuito (
Bycyclen), reperibili in decine di punti diversi nel centro di Copenaghen.
La bicicletta comunale è una maniera eccellente di spostarsi quando si trascorrono le vacanze a Copenaghen: occorre solamente versare un deposito di 20 corone, che viene restituito quando si rimette a posto il mezzo in una rastrelliera. Le biciclette possono essere utilizzate esclusivamente nella city, e sono disponibili da maggio a dicembre.
Molti alberghi offrono biciclette a noleggio; il costo è di circa 13 euro al giorno. Tutti i nove alberghi della catena Arp-Hansen, ad esempio, propongono questo utile servizio.
Una buona alternativa per scoprire la città e le sue bellezze è partecipare a un safari in bicicletta con una guida. Se invece si è pigri, si può scegliere un comodo risciò, chiamato anche “taxi bike”.
Il 36% degli abitanti della capitale danese usa abitualmente la bicicletta per andare al lavoro o a scuola. Si tratta di una delle più alte percentuali al mondo e l’obiettivo ambizioso è quello di arrivare al 50% per il 2015 e diventare così la prima città ciclabile d’Europa! Inoltre, i chilometri percorsi quotidianamente con questo mezzo di trasporto sono oltre un milione.
Questi sono i dati diffusi da ECO-METROPOLE OUR VISION 2015, il piano per l’ambiente del Comune di Copenaghen che, ha avviato una serie di iniziative per raggiungere l’agognato traguardo: oltre 20 milioni di euro sono stati allocati per il 2007-2009 allo scopo di incrementare le rastrelliere, i percorsi ciclabili “verdi”, le piste ciclabili cittadine e la sicurezza.
Nel corso dell’ultimo secolo a Copenaghen sono stati costruiti 300 km di piste ciclabili e ulteriori 50 km sono già in cantiere. Al momento la città sta costruendo percorsi verdi che attraversano la città, di pari passo con la creazione di oasi verdi nel paesaggio urbano. Dei 100 km di percorsi verdi pianificati, 37 km sono già percorribili e l’idea a progetto completato è di creare dei percorsi ciclistici che colleghino le varie parti della città in cui poter pedalare indisturbati dal traffico cittadino. In tema di traffico, Copenaghen è uno dei pochi luoghi al mondo dove si trovano semafori appositi per i ciclisti, pensati per aumentare la sicurezza di questo mezzo di trasporto. Nella strada Nørrebrogade nelle ore di punta mattutine e pomeridiane è addirittura stata istituita una onda verde ciclistica, per garantire un traffico più scorrevole. Un concetto che sarà presto implementato anche in altre zone della città.